31/05/2004
Lei ballerà tra le stelle accese
Sembra un angelo caduto dal cielo
com'e' vestita quando entra al sassofono blu
ma si annoia appoggiata a uno specchio
tra fanatici in pelle che la scrutano senza poesia
sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo.
Sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo tempo.
Una sera incontro' un ragazzo gentile
lui quella sera era un lampo e guardarlo era quasi uno shock
e tornando e tornando e tornando e tornando
e tornando e tornando e tornando e tornando a casa
lei
ballera' tra le stelle accese
e scoprira'
scoprira' l'amore
l'amore disperato
ah, ah-ah ah-ah ah-ah
ah, ah-ah ah-ah ah-ah
30/05/2004
A volte ritornano
Sono salita in autobus dietro ad un ragazzo nero, tra l'altro persona normalissima, vestita di tutto punto (non dovrebbe comunque essere importante ma dà già un'informazione in più). Il conducente, vedendolo, si mette a strillare Biglietto! Biglietto! Hai il biglietto? Biglietto! Mai capita che l'autista di un autobus si preoccupi del possesso del biglietto da parte dei passeggeri, da noi.
Ho odiato il mio silenzio.
Avrei voluto fare mille cose. Chiedere al conducente come mai aveva chiesto il biglietto proprio a quella persona, o almeno fare una battuta al ragazzo, facendogli capire che l'autista era proprio uno stronzo e che quello era un caso isolato. Ma non ho fatto niente. Per timidezza, per paura di umiliare ancora di più quella persona rendendo esplicito l'atteggiamento che gli era stato riservato, per mancanza di prontezza. Ma è così che si lascia che le cose accadano.
30/05/2004
Senso di comunità
Nel mio condominio non abitano molte persone. Siamo otto famiglie. Ciò nonostante, a parte qualche raro caso, tra di noi non esiste una grande comunicazione. Nel mio condominio non c'è quello che la psicologia definisce spirito di comunità. Quasi mai, se ci incontriamo, noi condòmini, andiamo al di là di una formale cordialità nel salutarci e, sotto sotto, a volte manca anche quella. Ché ci sono stati anche un pò di casini nel mio condominio.
Comunque. L'altra sera, era da poco passata la mezzanotte, mi avvicino al cancello di casa tornando dal cinema e intravedo da dietro la siepe una persona seduta sui gradini che portano al portone del palazzo. Era Mario, un signore sulla cinquantina che abita all'ultimo piano. Mi dice "Ah, Irene, ci speravo. Ti stavo aspettando" e sorride, gentile. "Non ho le chiavi del portone. Mi mancano solo le chiavi del portone. Ti ho vista uscire dal cinema prima e ho sperato che tornassi presto", ha detto con un pò di imbarazzo e di dolcezza, anche. Siamo entrati insieme, dicendoci buonanotte.
Il giorno dopo ci siamo incrociati davanti a casa e ci siamo sorrisi, un pò complici.
30/05/2004
Calimero al cinema

Favola della buonanotte per D&D. C'era una volta un piccolo calimero NERO e incazzoso che se te lo portavi al cinema e gli dicevi c'(h)è, in un'isola lontana, una favola cubana che vorrei tu conoscessi almeno un pò, c'(h)è, un'ipotesi migliore, per cui battersi e morire e non credere a chi dice di no.. finiva che per tutta la durata del film te lo sentivi sbuffare e rigirarsi nella sedia e, negli ultimi istanti, proprio mentre l'aereo del Che stava decollando e tu eri colorata dal più totale idealismo e dal più incondizionato nodo alla gola, lo sentivi boffonchiare (con la tipica vocetta che lo contraddistingue): "Oddio non finisce più sto fi-ilm..!". Non contento, vedendo comparire i sospirati titoli di coda, già con la borsetta in mano e certamente accortosi delle lacrime che da circa dieci minuti stanno rigando innarrestabili le tue guance, l'infimo sibilava, acido: "Allegria, finalmente è finiitooo". Uscendo dal cinema, pervasa da un senso di impotenza e di incomunicabilità senza via di scampo, tu cercavi, imbelle, di evitare ogni (im)possibile scambio di opinioni civile rigurdo al film appena visto. Ti accingevi, anzi, a scrivere freneticamente un messaggio a qualcuno che potesse comprendere il tuo rinnovato spirito di revoluciòn. Ma eccolo: "Ire, ma a te è piaciuto 'sto fi-ilm?". Allora tu, al limite di sopportazione: "S., se il film non ti è piaciuto è meglio non discuterne perchè altrimenti litighiamo, ti dico già". Ma S. (calimero) vuole commentare: "Ma il fatto è che era leentoo.. cioè.. neanche un pò d'aziooonee". Ehm, "S., il film era basato su un periodo della vita di Che Guevara, se le cose sono andate così.. non potevi aspettarti il film-americanata con chissà che colpi di scena e guerre stellari". Silenzio. Tu già pensavi: ho vinto. Ma lui, con l'aria di chi la sa lunga: "Si, vabbé dai.. ma alla fine è sempre la solita storia dei povere-ettii...". Aaaargh!!!

