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29/09/2004
Sassolini
In questi giorni ho scoperto, tra le altre, due cose di (e per) me.
Una è, semplicemente (ma anche no), che più attenta stai alle
parole, meglio è. Ed io, in questo campo, ho qualche difficoltà, a volte.
Il principio sarebbe parlare poco e stare molto attenti. Misurare le distanze
e sviluppare il senso dell'appropriatezza. Pensare ogni volta allo scopo e
all’efficacia di ciò che si dice. Beh, io sono una pura, va bene?, e a volte
non ci riesco :-P Questo non significa che non ci proverò.
La seconda è che io le cose belle ad un certo punto devo interromperle.
Prima che finiscano. Che a me le cose troppo intense mi stancano e ad un
certo punto, più possibile vicino alla fine, devo scappare. Mi è successo anni fa con oceanomare di Baricco.
Troppo denso, troppo bello, troppe emozioni. Non sono più riuscita a continuare e ce l’ho ancora lì, chiuso
ed impaziente sulla mensola dei libri da leggere. Mi è successo l’altra sera mentre ero
ad una festa all’aperto in un prato di un paese vicino a dove abito io. C’erano
belle persone, di quelle che vedi solo in quelle occasioni lì, si cucinava all'aperto, suonava dal vivo un gruppo
che mi piace. Stavo bene.
Ma tutta quella serenità sulla punta della pelle ad un certo punto mi ha talmente riempita
che sorridendo sono andata via, fumando una sigaretta nel suono dei miei passi leggeri sulla ghiaia,
in una sera limpida di fine settembre.
di Irene| 29/09/2004
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