Stasera ho cantato la canzone più bella che avrei potuto. Non perché sia la più bella che io conosca in termini assoluti, ma perché dalla prima volta che ci siamo incrociate ho capito che le sue linee correvano aderenti a quelle della mia voce, e della mia natura febbrile. Cantandola la sensazione che provo è quella di non lasciare nessuno spazio vuoto tra me è lei, di riempire tutti i suoi angoli. Come prendere una forma altra da me.
Oggi, per la prima volta da quando mi capita di cantare in un locale, non ero agitata, neanche un po'. Sapevo che sarei scivolata su quelle parole, in modo familiare.
E, oggi, per la prima volta, cantando, per un attimo ho sorriso senza pensare a dov'ero, a cosa stavo facendo, alle persone intorno. Ho pensato ad una cosa bella, ad una persona per cui l'avrei dovuta cantare, apposta. L'ho cantata apposta.
-Total eclipse from the heart, Bonnie Tyler-