22/01/2006

Ruoli


You say yes, I say no
You say stop and I say go go go, oh no
You say goodbye and I say hello


Ero la terapeuta, D. il mio paziente. Lui era stato lasciato dalla fidanzata dopo 12 anni ed era piuttosto depresso. L’insegnante ad un certo punto interrompe il role-play e mi consiglia di chiedergli se ha mai pensato di suicidarsi, in modo da rassicurarlo sul fatto che avrebbe potuto dirmi qualsiasi cosa senza che io mi scomponessi o la considerassi un tabù. Io, un po’ perplessa, osservo, scherzandoci su, che, pero’, se lui non ci ha mai pensato, potrebbe quasi suonare come un suggerimento (o, più seriamente, come un'amplificazione del suo problema). Tipo, appoggio una pistola sul tavolo e chiedo 'che ne dici di porre fine alle tue sofferenze?'. Il paziente, tornato D.-compagno di corso, si ribella dicendo che in fondo tutti una volta nella vita hanno pensato di farla finita. Mi chiede:


-Perché,scusa, tu in adolescenza non hai mai pensato di farla finita?

-No...

-Va be’ però allora è vero che tu vivi proprio in un mondo tuo...

-?

-...sulle nuvole, proprio... in un mondo fatato...

-?!


D. è convinto che io sia un essere curioso ed etereo. Durante tutto il fine settimana mi guarda con un'aria a metà tra l'incuriosito e il divertito producendo continue osservazioni sul mio modo di essere. Cose come, Beh, certo, mi torna che tu sia il tipo a cui piace... (per esempio: Brooke di Beautiful o una* delle nostre insegnanti che tutti denigrano). Io rimango rapita da queste considerazioni. Quella sul suicidio poi mi ha incantata. A volte mi sembra di vivere in una dimensione così terrena e confusa, così tormentata e pesante, che il fatto che qualcuno possa vedermi come una specie di Heidi tra le caprette mi diverte moltissimo. Mi affascina il solo fatto che qualcuno che mi conosce solo superficialmente possa avere delle opinioni, essersi fatto delle idee su di me. Per una strana idea delirante e fantasmatica mi sembra impossibile. E il fatto che invece si dimostri essere così, in qualche modo mi appare rassicurante. Esisto. E non solo per come mi vedo io.

I say high, you say low
You say why and I say I don't know, oh no
You say goodbye and I say hello
hello hello

I don't know why you say goodbye, I say hello

*Lei è una donna sottile e apparentemente inconsistente. Ha uno sguardo così dolce e un tono così tranquillizzante, quasi soporifero, che non sembra possibile considerarla credibile. -Una psicoterapeuta?!- viene da chiedersi -piuttosto una mamma-. Ha un ciuffo biondo-platino che le copre metà dell'occhio destro, e un foulard azzurro di seta che le regge un braccio ingessato. Un corpo minuto e una bocca molto piccola e dalla forma non definita, in un viso dai lineamenti delicati. Però al collo tiene un ciondolo a forma di lama. E' una cosa che ho considerato così commovente che... non so. Come le spine della rosa del piccolo principe. Ho letto, poi, nelle espressioni degli occhi e del viso, nei suoi racconti, una decisione e una forza che mi hanno fatto pensare alla differenza tra femminilità e frivolezza. Al fatto che si possa anche vestire le proprie armi con una sorta di lievità che non è una bugia, ma un'arma ulteriore, per difendere sé stessi e far accomodare gli altri su una superficie morbida. Lei, secondo me, è una di quelle donne che ha sempre qualcosa che brucia.

di Irene| 22/01/2006
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