Once there was a way to get back homeward
Once there was a way to get back home
Sleep pretty darling do not cry
And I will sing a lullaby
[Golden slumbers-Beatles]
Ieri qualcuno aveva preso una delle pantofole che Af. portava ai piedi. Lui, di suo, è un bambino molto tranquillo, ma ha una soglia molto bassa di sopportazione nei confronti di ogni invasione proveniente dall'esterno. Per la prima volta l’ho visto piangere, correndo in soggiorno, dove si è catapultato sulle mie ginocchia, mentre ero seduta sul divano. Si è appallottolato stretto stretto infilando il viso sotto il mio braccio e tenendo le gambe piegate sul petto in modo che io potessi contenerlo interamente in un abbraccio. Per la verità, un abbraccio inizialmente un po' perplesso, data la causa di tanta disperazione. Poi ho sentito la tensione dei suoi muscoli piano piano allentarsi, il respiro affannoso diventare gradualmente più lento, ho visto le lacrime cessare di scendere. E ho provato una tenerezza infinita, una sorta di rispetto misto a stupore per la sua capacità di concentrare tutto in quel momento, di lascarsi semplicemente curare. Così lo osservavo e continuavo a tenerlo lì, facendogli qualche carezza. Ho pensato a quanto sarebbe bello, potere e sapere affrontare così, silenziosamente, alcuni problemi. Semplicemente tenendo per un po' il viso sulla spalla di qualcuno, ad occhi chiusi. Dopo qualche minuto Af. ha deciso che era passata, è sceso dalle mie ginocchia ed è corso via.