10/05/2006

La casa rossa. Sei.


Quando Af. torna dall’asilo mi vede seduta sul divano, lo saluto aprendo le braccia e lui, silenziosamente, con l’aria un po’ stanca, viene a sedersi sulle mie ginocchia. Guardiamo una cassetta di Walt Disney. Sorrido della sensazione di normalità e di casa. Lì.

Ogni pomeriggio, quando arrivo, trovo T. con la maniche del maglione bagnate. Non so come faccia. Ma putroppo so che gli piace giocare con l’acqua. Saliamo le quattro rampe di scale fino alla sua camera e iniziamo la lotta perché lui indossi un'altra maglia, che deve per forza scegliere lui, non c’è modo di contraddirlo. Un giorno abbiamo dovuto tenerlo fermo in tre, per infilargliene una.

Al., tornando dal supermercato e vedendomi ancora lì, alle otto, che la aspetto seduta vicino alla bambina che dorme, mi prende il viso e mi riempie di baci sulle guance. Mi dice -grazie, grazie! E’ la versione felice dell’abbraccio del giorno prima, con gli occhi lucidi e un nodo nella gola di entrambe, mentre cercavo di rassicurarla dicendole -vedrai che si sistemerà tutto- nel modo, temo, meno convincente che potessi trovare.
Il modo in cui piange è composto, è lieve, quasi avesse paura di disturbare anche con le sue lacrime.

Guardo Ja. come fosse una ragazza, anche se ha solo dieci anni. Ogni tanto devo pensarci, mi dico -Scema, smettila di rivolgerti a lei in questo modo, che fai proprio il suo gioco. Il gioco, per meglio dire, del modo in cui è cresciuta, che proietta sugli altri la continua occasione di reitararlo. La guardo perplessa mentre gioca a impersonare le fatine de La bella addormentata nel bosco, impugnando una bacchetta magica immaginaria e tentando di trasformarmi in animali e oggetti piuttosto impegnativi. E poi penso -Eh no, ora gliela lasci intatta, almeno la possibilità di giocare. Che bisogna tutelarla, questa possibilità. E a volte è difficile ricordarsene.
Così cantiamo alla nausea, a squarciagola insieme alla principessa Aurora: "So chi sei, vicino al mio cuor ogn'or sei tu, so chi sei, di tutti i miei sogni il dolce oggetto sei tu, anche se nei sogni è tutta illusione e nulla più, il mio cuore sa che nella realtà da me tu verrai, e che mi amerai ancor di più"! Che poi, a dirla tutta, è una canzone bellissima, ecco. "E tu, ce l'hai, un principe?", mi chiede con quegli occhietti.

di Irene| 10/05/2006
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