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12/02/2007
Sarà perchè
Dopo aver lasciato G e i sui zii sotto casa loro, al termine della cena insieme, mi sono vista camminare verso la macchina per tornare a casa, con quegli stivaletti e quei pantaloncini nuovi, e ho provato la netta sensazione di non trovarmi più a vivere in una posizione di figlia. Al contrario, in questa progressiva condizione di persona che si gestisce le sue cose da sola. E' una consapevolezza, né triste, né allegra. Una delle tante, nuove, stranianti. Di quelle che innestano quella specie di loop che ripete -stai tenendo duro, stai tenendo duro. Per un momento avrei voluto essere nei panni di G che stava salendo nel loro appartamento, dove avrebbero bevuto ancora qualcosa, chiacchierato, loro con quel modo un po’ –secondo G fastidiosamente, a volte- pedagogico che hanno, e poi le avrebbero predisposto quel divano letto per dormire. I miei genitori, ora più che mai, non hanno alcuna mancanza come tali nei miei confronti. Ma è così, io sono qui e a volte mi manca, poter passare con loro la serata dopo una giornata pesante, riposarmi per un po’ da tutte le cose che faccio, che mi succedo e che penso che qui roteano intorno a me sola. Guidando verso casa, pensavo che mentre gli zii di G mi davano dei consigli sul mio lavoro, o mentre ci scambiavamo opinioni sull’invasione di cinesi a Milano, io mi sentivo bene e mi lasciavo scivolare in una accogliente posizione protetta e subordinata adulto-giovane (zia di G.: ma voi giovani cosa fate la sera?; G e io ci guardiamo: …è che noi non siamo giovani…!).
La notte ho sognato che mi arrampicavo su un’altissima scala da cui sapevo che non avrei mai potuto scendere se non saltando, e che non avrei potuto saltare se non mettendo in serio pericolo la mia incolumità. Sotto, poi, si radunava una piccola folla spaventata dal mio gesto pseudosuicida e infine arrivavano dei pompieri a cui io chiedevo di stendere un materasso su cui sarei potuta atterrare. Io sapevo che non avrei potuto tornare a terra senza l’aiuto di qualcuno. Ma avevo la percezione di non essere salita così in alto per riceverlo, ma spinta da una sorta di incoscienza cieca e incontrollabile. Non è stato un bel risveglio!
di Irene| 12/02/2007
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